Act till the true vision will come to you

Il seme della rinascita 2/6

“Da quanto tampo amico mio” disse Alessandro. “L’ultima volta che ci siamo visti è stata la nascita dei tuoi tre frugoletti” tuonò la voce di Suom “Anversa è sempre la stessa?” “No…, loro sono sempre più presenti, e noi arretriamo sempre più. Coloro che non sanno non si accorgono in quanto il contagio arriva sotto forma di tecnologie sviluppate in Belgio. Sono diventati furbi.. noi facciamo campagne per essere più in contatto con la madre terra e loro inventano qualche tecnologia che simula lo stare in contatto con la terra, noi proponiamo attività in campagna, all’aria aperta e loro, attraverso i mass media che controllano, spargono terrore con l’aviaria, le piogge acide.
Gaia sta venendo ricoperta e noi ce ne stiamo qui a comprare e vendere, ad amministrare e solo pochi di noi combattono veramente.”

La voce di Suom suonò più profonda, sembrava provenire dal centro della terra. “Alessandro! Non è con la forza che vinceremo la guerra. Possiamo vincere qualche battaglia… ma non la guerra. I dormienti si lasciano convincere attraverso esempi, verità e loro sono molto bravi in questo”.

“Quanto tempo è passato da Galilei! Lui era un vero seguace della ragione naturale.” sottolineò Alessandro. “Non ti adombrare” disse Arianne, “Riusciremo…, riusciremo a portare avanti la nostra idea, non tutta Gaia dorme sotto una coltre di cemento, vi sono luoghi che non verranno mai avvelenati, e da lì partirà la rinascita”.

La discussione poi si spostò su argomenti più lieti e i vecchi ricordi tornarono alla mente. Dopo molte ore Suom si congedò ricordando che il giorno dopo sarebbe passato a prenderli verso mezzogiorno. Quando il loro amico andò via Arianne e Alessandro si assicurarono che i bimbi stessero dormendo.
Li trovarono tutti addormentati con i giochi ancora in mano. Chi sul tappeto, chi sul letto a castello. Li misero a letto e si avviarono nella loro stanza.

Solo due ore più tardi Alessadnro si svegliò di soprassalto. Sentiva qualcosa, era il suo senso nascosto che lo stava avvertendo. Arianne era accanto a lui con gli occhi spalancati, le orecchie tese, il respiro trattenuto.

“Sono giù″. Disse Alessandro. “Non fanno quasi rumore… ma ne sento il puzzo”. “Stai attento, io vado dai bambini”. Sussurrò Arianne. Alessandro prese il telefono, giusto per verificare la sua ipotesi. Muto. Appunto. Non attese l’incontro. Sentì dentro di lui una forza che scorreva, sentì la natura che faceva il suo corso. Si denudò. Ma non era nudo… completamente coperto da un folto pelo grigio argento, il suo viso ormai irriconoscibile per un uomo. Senza fare alcun rumore scese le scale.

Vide il primo intruso nell’atrio. Si fermò, lo studiò accuratamente. Doveva essere qualcuno dei corpi speciali. Era vestito con quel particolare materiale, molto resistente… addirittura resistente ai colpi di artiglio se non dati con la massima forza. Aveva anche un visore notturno.

Visore Notturno

Un secondo intruso stava ispezionando il salone. Aveva in mano… un congegno…
oh no! Pensò Alessandro. Era un rilevatore di calore.

Rilevatore di calore

Accadde tutto in pochissimi attimi. Alessandro si lanciò contro il secondo intruso. Questo si accorse, dal congegno che aveva tra le mani, che qualcosa lo stava per investire, ma non fu abbastanza lesto. Non soffrì, il collo gli fu spezzato di colpo. L’altro intruso però aveva visto tutto. Mirò con quello che sembrava essere un uzi, non lo era.

I colpi non fecero rumore, la velocità delle pallottole era impressionante, e Alessandro si accorse della cosa peggiore, le pallottole contenevano un alta percentuale d’argento.
Se ne accorse subito, quell’odore che altri non percepivano nemmeno lui lo sentiva come una puzza acre. Una pallottola lo colpì di striscio al braccio sinistro, un’altra alla gamba destra. Alessandro balzava da una parte all’altra grazie alla sua estrema agilità, non sarebbe durato a lungo ma d’improvviso le raffiche si fermarono.

L’intruso tremava tutto. Poi si accasciò come una bambola di pezza senz’anima. Alessandro guardò verso le scale. Arianne era sulla sommità, una goccia di sangue colava dal palmo della mano. La luce della luna filtrava dalla finestra dietro di lei e la sua aura si percepiva anche senza il dono.

… to be continued …
Raksati

September 25th, 2006 at 6:47 pm


2 Responses to “Il seme della rinascita 2/6”

  1. Guf Says:

    Seguito! Seguito! Seguito! Seguito! Allora? qui si aspetta…
    E’ arrivato?
    E’ Arrivato? EH? EEHH??? EEHHHH???

  2. Jacob Says:

    Follow

    Very little is needed to make a happy life; it is all within yourself, in your way of thinking

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