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Danielle osservava attentamente la linea del suo corpo. Era ben delineato nella semioscurità della sua stanza, i lunghi capelli color miele d’acacia accarezzavano il corpo sottile fino la fine della schiena, le gambe ben rifinite reggevano come due snelle colonne ioniche il corpo atletico, le spalle morbide ma forti rappresentavano la base per il dolce viso in cui erano incastonati due grandi smeraldi ed un piccolo nasino all’insù.
Era crudele da parte sua. Le aveva donato un bel corpo ma anche quell’orribile maledizione. Erano già tre oramai gli eventi nefasti… non poteva più esser una coincidenza. Prima Mark, poi Gary e per ultimo John. Ovviamente nessuno aveva pensato a lei, e come avrebbero potuto? Erano stati tre incidenti, per lo più la colpa era evidentemente dei suoi partner, troppo assonnati, troppo alcool, troppa superficialità . L’unica cosa che avrebbero potuto dire è che avrebbe dovuto sceglier meglio con chi si accompagnava…
Ma Danielle sapeva. I sogni si ripetevano troppo di frequente. Prima le voci che la pregavano di non avvicinarsi ai ragazzi. Poi gli avvertimenti con rappresentazioni di incidenti mortali, infine quella immagine che non comprendeva, come un vortice di suoni e colori che trovava così affascinante e familiare.
Erano due settimane che quel sogno si ripeteva con cadenza estenuante. La voce di quell’essere indefinito che le ripeteva “Svegliati Danielle, non c’è molto tempo… Svegliati!” e poi quella strana costruzione recintata con dentro tutte quelle persone… poi un grido… il suo… ed il risveglio.
L’oscurita oramai avvolgeva la stanza. Lacrime solcavano il bel viso e scendevano, percorrendo il corpo nudo, verso il pavimento di quercia. Non v’era speranza… sarebbe rimasta sola per tutta la Vita.


